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Utente: Sentoeattendo
Ero colmo di emozioni e impressioni. Adesso tutto questo è come tanti puntini tra parentesi...

Descrizione

Invitandoti nel mio freddo viso avrò lo sguardo che potrà dirti quello che non ti ho detto mai, che non ti ho chiesto mai... conclusione di un cliché che ho voluto io e che poi ha ucciso me... nei fantasmi del mattino non vorrei ci fossi tu, che sei qui ma sei lontano come un sogno strano... Io SENTO e ATTENDO

Parole

S. dice che detesta le bugie e che chi mente è vigliacco. Parla veloce, si stropiccia il naso e poi ride. Crede che il sorriso sia la porta del Paradiso e il moralismo un modo per tenere sotto controllo il mondo con le sue passioni e idee. S. guarda gli altri con una prospettiva tutta sua. Se qualcuno prova a guardarlo negli occhi smarrisce la logica... e finisce per detestarlo un po'. Gioca con se stesso e quando lo fa è davvero felice. S. siede sempre in fondo, al riparo dal freddo e dagli altri. Guarda confuso il cielo e non trova mai la risposta che fa per lui. Piange... a volte. E' convinto che ci sia poesia e un po' di malinconia in ogni lacrima che cade giù. S. ama. Sempre e a modo suo. Disarma e sbaglia, confonde e ferisce. S. guarda il mare e crede che all'orizzonte ci sia la sorgente della vita... poi quando il sole fa posto alle stelle si perde nell'infinito e spera che domani ci sia per lui un po' di serenità. "Gli uomini sono tutti uguali per me"... dice... e sorride come sempre. C'è stato chi è riuscito a rubargli il suo sguardo perso oltre la realtà. Ma non s'arrabbia ed è convinto che, se nonostante tutto la maggior parte degli uomini e delle donne continua ad amarsi, forse quel che non va è soltanto il modo che S. ha d'amare... a volte gli diventa compagna questa bugia. S. spera e desidera. S. spera, ascolta e osserva.

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sabato, 01 agosto 2009

Compleanno di mezza estate

Categorie: non tremo

C'è un compleanno fatto di numeri…
Di addizioni e sottrazioni senza senso
Di conteggi assurdi e forse maniacali
Di date dai numeri dispari o pari

C'è un compleanno di uno che diventa grande
C'è un compleanno di uno che diventa più grande
C'è un compleanno di uno che magari non lo sa

C'è un primo agosto che non sa nessuno
C'è un primo agosto che potrebbe non importare a nessuno
C’è un primo agosto segnato sull'agenda di altre persone da tanto tempo

Perché i numeri sono noiosi…
Anche quando sanno spiegare poco
Anche quando ne sanno qualcosa
Anche quando ne sanno di più

Mentre intorno mi aspetto che le cose cambino
Mentre intorno mi meraviglio di alcune persone
Mentre intorno piove ghiaccio e menta
Mentre intorno fa caldo e l'acqua si muove ma non dovrebbe…
L'acqua attraversa la stanza ma non dovrebbe…

E poi c'è uno specchio, uno specchio che prima non c'era
Fatto a forma di sole e di luna
Fatto per vederci robe già viste
Robe già viste in altri modi
Robe già viste con altri occhi
E ce ne saranno ancora, per un po’
Perché non sarebbe la stessa cosa
Perché staranno meglio…
Anche loro...

Buon compleanno S

postato da: Sentoeattendo alle ore 11:07 | My Site | commenti |permalink|

giovedì, 11 giugno 2009

Il cuore

Categorie: non tremo

Il cuore manovra sempre le nostre decisioni?
Ci sono sulla faccia della Terra persone che scelgono senza dare retta all’organo rosso che pulsa nel loro petto?

Perché poi, alla fine, è sempre così no?

Il cane insegue il gatto, che insegue il topo… ed io a tratti mi sono sentito quel topo…

Spesso faccio scelte e prendo decisioni col cuore, sperando di non pentirmene poi… e le mie scelte le penso, le tengo tra le mani, le rimiro e ci rifletto su… a volte le porto anche al mare con me.

Dopo tante riflessioni, però, non restano che le scottature del sole, le lentiggini e le mie scelte di cuore, fatte pesando tutti i pro e i contro di entrambe le strade che ho davanti…

 

Tutto scorre.

Certo è che vengo da un periodo strano, fatto di cambiamenti.

Così ho annodato ad un sasso le paranoie lasciando che scivolassero in fondo al mare, ho messo un freno ai cattivi pensieri, pensando che se mi professo così tanto ottimista, non posso poi vivere pensando negativo, sarei incoerente.

 

Ci sarebbe altro da dire, ma è così difficile da spiegare, perché nessuno capirebbe.

So solo che c’è un sole che spacca le pietre, che mi sembra di tornare indietro con il tempo e alla fine solo una cosa conta: che è sempre bello scoprire le persone, cercare di ascoltarle anche se il tempo è sempre troppo poco.

postato da: Sentoeattendo alle ore 11:01 | My Site | commenti (5) |permalink|

lunedì, 30 marzo 2009

Mi piace e non mi piace

Categorie: tremo, non tremo

Mi piacciono:
il vino bianco / il rumore del mare / i film di Kubrick / la pagina bianca quando incomincio a scrivere / l'odore dell'olio ylang ylang / i grilli / le orecchie dei cani / le code dei gatti / la sabbia bollente dell'ora meridiana / gli occhi quando ti guardano davvero / i prati / De Gregori / il silenzio / il fruscio dei capelli / cenare fuori / parlare / ascoltare / i grandi spazi deserti / assaggiare nuovi sapori / guardare gli oroscopi degli altri / baciare / gli alberghi / le finestre aperte di notte d'estate / fotografare e farmi fotografare / il thè verde / i vestiti neri / i trompe l'oeil / Patrizia Laquidara / lo stile liberty / la voce, quando sussurra / gli occhi quando si socchiudono / le mani quando ti cercano / quel punto tra il labbro inferiore e il mento / l'amore misterioso e segreto, a cui non crede più nessuno / i sentimentali / gli eroi di tutti i giorni / le persone generose / il cielo di Roma, in quei giorni di gennaio che sembra quasi aprile / le insegne dei vecchi negozi / scuole elementari quando è orari di uscita, che sembrano colorare il mondo / le contraddizioni dell'amore / la fedeltà / il rimpianto, quando è giusto che sia così / due giorni a Londra / New York quando è notte ma sembra giorno / la schiettezza / Pessoa / il momento esatto in cui si decide di mollare il freno della razionalità / le persone che sanno chiedere scusa / l'attesa / le persone loquaci / il mese di maggio e di giugno / il vestirsi un po' dendy / la gelosia / il sorriso della mia amica Federica / chiacchierare con una musica di sottofondo / guardare le librerie degli altri / la birra chiara / la mia casa a Roma / gli uomini che amano senza riserve e non hanno paura di piangere, di dire, di cercarti, di inseguirti, di chiedere / mangiare, bene / leggere mentre viaggio in treno / scrivere / essere il primo a sapere qualcosa di importante e raccontarlo / fare regali / il colore giallo sulle pareti / criticare un film o uno spettacolo teatrale appena visto / un libro appena letto / le fresie / andare a dormire tardi / il kitsch / avere tanta roba sul comodino / il mare, la sera / avere accanto qualcuno a cui facciano sorridere le stesse cose che fanno sorridere me / fare la spesa / scoprire città che non conosco / l'odore aspro della piazza dopo il mercato / Renee Maigritte / curiosare / le tisane / tutto cio' che sa di limone / il sollievo che si prova nel dire qualche sofferto no / l'argento / le coincidenze / l'amicizia delle donne / i complimenti delle donne / il parquet / il basilico / i piccoli gesti della seduzione / il caffè / Campo de' fiori / la solitudine

Non mi piacciono:
la stasi / la competizione / gli arroganti con i subordinati / le finte famiglie mulino bianco / le metropolitane / le api e le vespe / la sveglia la mattina presto / spinaci / formaggio / gli scrittori dallo stile "compiaciuto" / gli animali ammaestrati / la tv del dolore / i thriller (cartacei) / la sinistra snob / la destra retorica / la chirurgia plastica / le partite del cuore / gli uomini maniaci del fitness o che si improvvisano dietologi / i finti trasgressivi / i ristoranti senza menù / lo stile minimal / troppo antiquariato nella casa in cui si vive / l'espressione "bella gente" / gli applausi nelle trasmissioni televisisve / ancor più le risate finte nelle trasmissioni / le spiagge affollate / i calendari sexy / la rassegnazione / le commesse che chiedono "desidera qualcosa?" / le mode spirituali / le persone fredde / il lago / le pareti bianche senza quadri / la matematica / l'oro giallo / l'acriticità dei critici e del pubblico / i tormentoni radiofonici estivi / le piscine tristi di certi alberghi / i profumi troppo penetranti / le case hi-tech / il perbenismo / il finto perbenismo / il colore rosa / le pellicce e chi le indossa / l'eccessiva magrezza / i rampanti / la mancanza di attenzioni / i giudizi affrettati / le macchine costose / i regali non pensati / i pettegolezzi narcisti / quelli che parlano soltanto di sé / la pizza senza mozzarella / gli articolo 31 / gli psicanalisti da televisione / Bruno Vespa / quelli che ti spiegano le tue idee e poi ti spiegano anche le proprie / i maleducati / gli ipocriti / quelli che godono poco della vita
quelli che non rischiano mai
quelli che non sanno perdersi
quelli che non vorrebbero sbagliare niente
quelli che non ridono di se stessi
quelli che non hanno mai niente da dire
quelli che parlano solo del proprio lavoro
quelli che corrono sul carro del vincitore
quelli che dicono di essere uomini

postato da: Sentoeattendo alle ore 12:01 | My Site | commenti (9) |permalink|

lunedì, 09 marzo 2009

L'imprevisto

Categorie: non tremo

L'imprevisto ha una magia tutta sua, può prendere diverse forme, colori, odori e sapori.
Ne resto sempre affascinato…
All’imprevisto adesso lascio lo spazio che in tutto questo tempo è sempre e soltanto rimasto mio… all’imprevisto regalo una parte di me, quella nuova.
Di quella vecchia ce n’è una spaventosa quantità, ma le ho messo una benda sulla bocca perché non facesse domande stupide e senza senso. L’ho lasciata in un angolo pregandola di non rovinare tutto e di permettere alla parte nuova di me - quella libera e serena - di godersi i giorni e ai sensi di liberarsi.

A tratti però arriva l'ansia… lei, la stronza che ti fa sparire la terra da sotto i piedi, che fa un nodo allo stomaco e che se ne frega se smetti di respirare… ti acceca non permettendoti di ragionare, lasciandoti cuocere piano e consumare nel suo brodo che limita i movimenti.
Quell’ansia di quando sai che ti stai avvicinando troppo e che ti stai lasciando andare, quanto tocchi e sei toccato, quando resti e non scappi via, quando decidi di essere presente e non assente… quell’ansia che arrivi di nuovo qualcuno e porti via tutto, porti via te… è prematuro, presto ed insensato lo so, l’ascolto poco e male a tratti, ma se ne sta lì con il mio passato, con quel che è stato, con quel che ha ferito…

C'è che... per chi come me, che non ha imparato a tirarsi indietro mai e che mai imparerà a schivare i colpi, sa che sedendosi ad un tavolo spingerà nel mezzo la sua posta, decidendo quanto vorrà rischiare, senza parlare, senza rispondere a nessuna domanda, restando sfuggente ma presente…
C'è che... pensavo, ma evidentemente mi sbagliavo, che la linea che mi divide da tutti gli altri non l’avrebbe mai superata più nessuno, permettendomi così di continuare in apparenza a vivere da strafottente, diffidente, dissidente, da chi sa badare a se stesso, senza il bisogno delle cure e le attenzioni degli altri…

C'è che poi... poi potrebbe arrivare l’imprevisto, che lega e che resta, che toglie se non c’è, che aggiunge quando c’è…

postato da: Sentoeattendo alle ore 10:49 | My Site | commenti (3) |permalink|

martedì, 03 marzo 2009

La cassetta degli attrezzi

Categorie: non tremo

Nella domenica passata ho aperto la mia cassetta degli attrezzi color indaco. Ho tirato fuori il martello ed un unico chiodo. Un chiodo e l'accappatoio a nido d'api celeste e bianco ha trovato finalmente un suo posto.

Il fatto è che secondo me ognuno ha una sua cassetta degli attrezzi.

La mia è piena di cianfrusaglie, di cacciaviti che prima o poi se ne andranno in pensione, di matite mezze consumate, poi c’è uno scompartimento ai più nascosto, l’ho aperto e ne è uscito Narciso.
Lo conoscete Narciso? Io sì. E lo so com’è Narciso…
…lui gioca, lancia il sasso, poi nasconde la mano. E quando è puro non rischia, perché timoroso e inquieto. Non avanza, né cresce perché irrigidito dalla paura del fallimento, è in quel momento che si colora di nero portando a galla solo i suoi difetti… non si dà, non si dona, si chiude, resta solo conscio di potercela fare così soltanto, temendo l’intrusione dell’altro… perché lui è il simbolo di un egocentrismo staccato da tutto, e intimamente convinto della sua invulnerabilità…
E lo so com’è Narciso… certi suoi tratti hanno fatto e certe volte fanno parte di me… ma da lui non prendo solo i difetti, prendo la sua sicurezza per togliere di mezzo la mia insicurezza e per mettere a tacere la mia irrisolutezza. 
Ma sono convinto che se avesse potuto anche Narciso avrebbe cercato il suo io.

Così come io ho cercato il mio.

Avrebbe messo sotto il braccio anche lui la sua cassetta degli attrezzi, sarebbe uscito allo scoperto e finalmente avrebbe permesso a se stesso di tradirsi, di restarci male, deluso, sconfitto e ferito. Poi da zero avrebbe costruito quello che c’era da mettere in piedi, amando di più se stesso, ma amandolo completamente e senza paura, permettendo poi a qualcuno di amarlo a sua volta, di scoprilo in ogni sua forma, in ogni sua passione, in ogni suo lato, dalla superficie fino alle profondità.

Mettendo in conto la possibilità del rischio che può bruciare.

Se gli fosse stato possibile si sarebbe concesso tutte le azioni possibili anche quelle estreme, avrebbe imparato così a sopravvivere in mezzo a tutti i pericoli del caso.

È  falso dire "Io penso"... si dovrebbe dire "Mi si pensa"

postato da: Sentoeattendo alle ore 18:30 | My Site | commenti (3) |permalink|

lunedì, 09 febbraio 2009

Dedicato a Gianluca

Categorie: tremo

Io scrivevo, tu leggevi.
Leggevi le mie parole, i miei pensieri... e più leggevi, più ti innamoravi.

Di ciò che ti mancava.

Ma questo non lo sapevo, non potevo saperlo.

E mentre i bordi combaciavano e c’era tutta una profondità da attraversare... io mi ingannavo.

Ma questo io non potevo saperlo, perché non facevo in tempo a pensarlo che già ti amavo, e se non facevo in tempo a pensarlo non potevo nemmeno contraddirmi, discutermi, e non potevo nemmeno ipotizzarlo, un dubbio.

Così ogni mia parola aderiva alla tua pelle, e si faceva bocca - occhi - naso, ed era tutto delizioso, desiderabile, plausibile, godibile... perché tutto era già nelle mie parole... e le parole bastavano... a renderti divino. 

Io scrivevo, tu leggevi.
E quello che leggevi ti piaceva... ti piaceva il suono della mia voce, che descriveva la vita, ti accompagnava e ti aiutava a comprenderla... quella voce che guardavi e osservavi.
Sceglievo un colore e una luce per ogni cosa... ero quell’essere che ti apriva il cuore e lo affondava in morbidezze che non ricordavi... e la tua, di voce, era un viso caro pur essendo muta, era carne pur essendo aria.

L’aria del tuo respiro di sigaretta mentre leggevi le mie parole... e io pensavo a certi sentimenti e mi ingannavo.

Ma questo io non potevo saperlo.

Io che non cercavo più nulla – tu mi rassicuravi; io che vivevo come un ingenuo senza temere alcuna pugnalata, senza curarmi di chi guardava per giudicare, di chi parlava per parlare e di chi domandava per esigere.

Tu vivevi assieme al tuo disinteresse per la felicità; io vivevo per provare... ma ad amare non provavo, amavo e basta, amavo tutto, amavo in assoluto.

Io scrivevo, tu leggevi
E più leggevi, più ti innamoravi.

Di tutto ciò che tu non eri, di tutto ciò che tu immaginavi e ricordavi, dei tuoi elogi alle vite degli altri, dei tuoi possibili mondi, quelli bassi e quelli alti, quelli vicini e quelli lontani.

Tu eri un veicolo con il tuo corpo, con le tue parole eri solo uno strumento: non eri nè un inizio nè una fine.

E io invece ero quello che ero sempre stato e che solo potevo essere: un tubo.

Di dimensione e capacità variabile.

Tubo, che a volte era un ponte tra rive che faticavano a trovarsi, ponte fino a che la nebbia non si diradava... allora diventava brezza, per chi non sopportava il caldo appiccicoso.

Essere strumento non implica riempimento, essere strumento dà il dono dell'esserci incondizionatamente.
Il tubo è senza incrostazioni perchè si può pulire.

Ma io questo non potevo saperlo, e pensavo a come le parole moltiplicano le parole, e pensavo che ciò che era scritto non poteva non essere.

Con te capivo e contenevo, e conoscevo la gioia e il piacere, e di tutto il resto non mi importava... davvero non mi importava... mi importava solo di ogni cosa che sentivo e che vedevo perché era vera: della verità, quella sì, mi importava.

La tua era una verità che si reggeva su un piede solo ma si reggeva benissimo, il tuo era un amore senza esitazioni, senza cedimenti, che si sosteneva senza fatica su un piede solo, e si reggeva benissimo.

A me piaceva il tuo amore, la naturalezza con cui tendevi ad esso, e il tendere era aderire: alle cose, alle persone, alla vita stessa... a noi 2. 

Ed io lo sentivo e aderivo, e sentivo che anche tu aderivi, e sentivo che magari avremmo potuto aderire insieme, godere della stessa ispirazione e tendere al medesimo orizzonte.

Io scrivevo, tu leggevi.

E leggendo ti innamorasti.
Io scrivevo solo per il mio riempimento (dovevo riempire il mio essere tubo), scrivevo nell’illusione di poter essere altro... magari sale.
Tu leggevi... ma in verità non era amore.

Ma questo io non potevo saperlo, potevo solo guardare i tuoi occhi neri brillare, prima che si sciogliessero nel tuo mare, sterminato, che mi hai fatto credere ancora avevi da navigare.

La fine... io non vedevo la fine, di quel mare sterminato, che era l'amore.

Un tubo infatti copre distanze misurabili, si allunga e si accorcia a seconda della funzione.

E io cosa potevo essere per te se non tubo gettato nel mare?

Un corpo estraneo, inquinante, inutile e galleggiante.

Il mare è acqua e sale, contiene, nutre, accoglie... e divora se è necessario.

Un tubo invece è un buco, un buco utile, utile al passaggio (finché le pareti reggono)... un buco che necessita di ricambio.

E tu mi hai sostituito con l'assenza, l'abbandono e il silenzio.

Per me invece un altro mare non potrà mai più esserci.


Io scrivevo, tu leggevi.

E scrivendo mi ingannai.


"Ognuno, che abbia fatto dei torti ad un'altra persona, sarà punito... nessuno escluso, tutti, perchè il tempo per me non conta ed ho l'eternità davanti. Posso essere in ogni luogo, in ogni momento... e fare tutto quello che voglio"

postato da: Sentoeattendo alle ore 15:46 | My Site | commenti (6) |permalink|

mercoledì, 04 febbraio 2009

Sto rinascendo

Categorie: tremo

Sento qualcosa che cerca di venire a galla nel profondo… e forse è perché penso di essere in un periodo davvero strano.
Non riesco nemmeno a distinguere quello che si agita… che vorrebbe venire a galla per assumere una forma ma che non ci riesce... e se ne resta lì totalmente sconfitto e amareggiato... e che lascio tormentarmi per giorni…aspettando che si annoi e mi abbandoni…
Tempo fa una persona mi ha detto che gli scarti degli altri, a volte, hanno la fortuna di incontrarsi, e ciò che è stato lo scarto di qualcuno può fare la tua felicità…

Ma la scorsa settimana, mentre raccontavo questa ipotesi a mia sorella, lei ha tolto gli occhi dalla vetrina che stava fissando, mi ha guardato e mi ha detto sconvolta: “tu non sei lo scarto di nessuno e sei ipoteticamente il ragazzo di tutti, capito!?“.
A volte mi chiedo se non sono io tra i due il fratello minore.

Quella frase ha schiarito un po' le paranoie, si è annidata nella mia testa, si è insinuata nei ricordi, ha fatto l'amore con i rimorsi, ha stuccato per un attimo le crepe, ed è stata come una luce.
Con lucidità ho capito il giro che ha fatto, perché s’è fermata dove s’è fermata e soprattutto da dove ne è uscita.
Ora più di prima mi scopro del tutto incapace di rispondere a certe parole che arrivano, che rivelano qualcosa che, invece, non è.
Ma sento che per ora non ce la faccio e quindi resto in silenzio in compagnia di tutti i miei pensieri, con l'ipotesi degli scarti che mi vive di fianco.
È quel ipoteticamente di tutti (che tutti vedono tranne me) che mi manda nel pallone.

Perché non sono per tutti è questo il punto

E non c’è PRESUNZIONE, non c’è SUPERIORITA'... ma è solo un male, perché non mi adatto, perché non mi basta, perché sono cervellotico, perché penso che nello starmi alla larga ci si guadagni parecchio.

Le persone che pensano fanno paura ed io faccio parte di questa cerchia.

Ho cambiato pelle... sono nato, morto e rinato altre mille volte... e forse adesso sto rinascendo di nuovo, mi fermo e mi accorgo di aver dimenticato tante cose... davvero... ho cancellato, ho dimenticato, volendo dimenticare.

postato da: Sentoeattendo alle ore 10:58 | My Site | commenti (3) |permalink|

martedì, 27 gennaio 2009

Tanti dubbi

Categorie: tremo

Ho la certezza di avere tanti dubbi.

Pochi vestiti e troppa anima...

postato da: Sentoeattendo alle ore 20:24 | My Site | commenti (1) |permalink|

mercoledì, 14 gennaio 2009

Torna la pioggia

Categorie: non tremo

E così è tornata la pioggia, fredda e fastidiosa.
Ed io sono lì con il mio ombrello cercando di evitarla, intirizzito dal freddo, soffocato dalla sciarpa verde enorme e costretto a sopportare un cappotto che mi limita i movimenti.

E così natale è scivolato via.
Ed io sono più stanco di prima. Ho fatto l’errore di aspettarlo così tanto che ne sono rimasto deluso. Non è bello non trovare la pace e cercarla come se fosse acqua nel deserto o come jeans fantastici a prezzo stracciato in tempi di saldi… Ma adesso che sono tornato nella mia casa, nel mio ufficio, alla mia vita di sempre sono stranamente calmo. La sera indosso colorati calzettoni e cammino sul parquet incollando il naso al vetro, fissando la pioggia che sfiora a malapena le mie finestre che danno su un cortile interno.

Ho pensato che a volte nella vita vale la pena di rischiare e non scegliere di non concedersi mai…
Ho pensato che stranamente sono tranquillo, non felice... quella è tutta un’altra cosa... ma sì, sono tranquillo. 

Qualcosa è scivolato via, qualcosa diventa consapevolezza, qualcosa resta ancora desiderio, qualcosa resta voglia, qualcosa cambia irrimediabilmente… io invece resto quello di sempre. Solo più concentrato su me stesso.

E poi scopro che non mi importa nulla dei pensieri degli altri, solo che di striscio possono arrivare e ferirmi, e l’unica cosa che riesco a fare è ripetermi che guardare avanti serve per essere veri e sinceri, che nella vita è meglio rischiare, che non concedersi mai. E nelle parole fitte come questa pioggia maledetta scopri lati nelle persone che mai avresti creduto di conoscere, perché c’è differenza tra parlare e confidare, tra narrare e raccontare, tra dire tanto per dire e mettere a nudo parti di sè troppo poco spesso rivelate.

Lascio un sorriso togliendogli però tutto il vecchio sapore amaro. Ho occhi fissi ed una consapevolezza: sapere quello che voglio e come lo voglio. Decidere. Vivere. E punto.

Tutto intorno a me è strano. Ma io sono stranamente calmo. C’è silenzio. Un’occhiata all’agenda. Troppe cose da fare.
Ma quella maledetta pioggia, alla fine, mi regala un po’ di leggerezza, lasciandomi immobile sul divano a fissare preoccupato tutte le ferite del mio passato.
Così accendo le luci dell’albero orfane del Natale, e nel buio della sala mi regalano quello di cui ho tanto bisogno.

Serenità.

postato da: Sentoeattendo alle ore 20:44 | My Site | commenti (1) |permalink|

martedì, 30 dicembre 2008

Vaffanculo

Categorie: non tremo

buon anno 2009

Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,

il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola

come una trappola da sacrificio,

è quindi venuto il momento di cantare

una esequie al passato.
Alda Merini

 

Ho una lampada bianca vicino e, alla base, un quadrato luminoso pieno di parole perse.
Sono quelle che decido di non scrivere, di lasciare libere...
Faccio in modo che questo venticello freddo le acchiappi e le faccia volare come cenere.
Mentre le guardo penso che sono infinitamente ricco.
Lo penso con immodestia e con lo sguardo dritto.
Da qualche giorno faccio a pugni con una parola.
La parola VAFFANCULO è quella che mi colpisce la tempia con un sinistro di precisione.
Ci rifletto sopra, in relazione all’uso che ne fanno gli altri, in verità, e non alla mia storia personale ed intima.
Sì, mi rendo conto, sono un ragazzo ispido, ma non baro mai, metto le carte in tavola quando avverto il gelo, per quanto possa ferire nella mia dolcezza che tanti declamano.
Sono quello da cui potresti aspettarti solo biglietti d’auguri imbellettati ed è inutile indurmi in tentazione… faccio semplicemente un po’ quello che mi pare… e così dovrei dire anche della parola VAFFANCULO… ma neppure quel condizionale di maniera mi può convincere… no, e mi libero così, con sollievo, dal male.
Lo dico con voce ferma e senza inclinazioni di compassione.
E sono così tremendamente amabile nella mia lucida crudezza che assomiglio a questo venticello fuori dalla finestra che ripulisce il cielo.
 
E allora…
 
VAFFANCULO 2008… per quello che mi hai tolto, per i dolori che ho passato, gli incubi che mi hai portato la notte, le cose che non sono riuscito a godermi…

VAFFANCULO a chi ha pensato che fossi cieco ed orbo, facilmente utilizzabile per i voleri altrui…

E VAFFANCULO a TE, che mi hai affossato e calpestato, abbandonato senza il tempo di capire e di spiegare… vaffanculo “perché il perchè“ l’ho cercato e trovato da solo... e me lo sono mangiato e vomitato tutte le notti… vaffanculo alle tue bugie, alla tua falsa sensibilità, alla tua onestà e coraggio tanto declamati nella vita, e che invece reciti così bene da meritare un oscar.. e vaffanculo a chi hai intorno, a chi dimostrava sempre apprezzamento e stima nei miei confronti e poi non ha voluto sapere da me che fine avessi fatto... capiranno anche loro prima o poi...

Tutto torna indietro nella vita… come un boomerang...
 
Sono qui 2009.
Buon Anno nuovo a tutti voi...

postato da: Sentoeattendo alle ore 17:39 | My Site | commenti (5) |permalink|

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