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postato da: Sentoeattendo alle ore 18:48 | My Site | commenti (1) |permalink|L'ultima volta che Iddio mi ha dato la possibilità di vederlo in faccia...
S:"Cosa ci vedi su questo viso?"
G:"Ci vedo il mio"
A volte si deve avere la forza di essere più coraggiosi di tutto e tutti. O almeno averne l’illusione… aiuta...
A volte serve ignorare le voci, quelle che ti parlano mentre fai altro, bisbigliano, s’intrufolano nell'orecchio e si piantonano nella testa, si sedimentano e non se ne vanno via così facilmente.
Così come non volevano andare via i nostri occhi.
Non hai avuto paura.
Nemmeno quando stringendomi forte a me è mancata l’aria e temevo di svenire.
Ma qualcosa è stato più forte di tutto.
Sì, qualcosa.
Poi hai deciso per l’abbandono, perché non si può vivere sempre spalmando il gioco-forza su tutti i lati della vita, no?
E così mi hai abbandonato a quel che doveva succedere...
Ripetevo queste parole, io, mentre m’annoiavo in coda al supermercato, e con il piede guadagnavo preziosi centimetri per la cassa, avanzando un poco alla volta con le braccia colme... perché non basta mai.
Mi ritrovo sempre con tante cose tra le braccia... pericolosamente in bilico...
In bilico proprio come me...
Pensavo a questo, si... e molto altro ancora.
Pensavo pure che alcune frasi avrei potuto dirgliele e invece, come al solito, avevo tenuto tutto per mé, mordendomi la lingua adesso, adesso che è troppo tardi, mentre ero in fila, e partecipavo come tanti alla spesa di un pomeriggio afoso.
Lui... lui sì che ce l’ha fatta... e non solo... ha anche raggiunto il suo scopo... far capire che lui basta a se stesso e che tutto il resto delle persone sono soltanto piccoli satelliti inutili.
Io, del resto, ormai ho imparato a dire la cosa giusta al momento giusto, senza esitare, e senza mai tradire le emozioni, perché quelle ho imparato a nasconderle... con l’esperienza degli anni.
Lui... lui no... non ne era mai stato capace e dall’esperienza non solo aveva imparato poco, ma era del tutto incapace di ascoltare cosa l’esperienza, in determinate situazioni, cercava di suggerirgli.
A volte, ad esempio, avrebbe potuto dirgli: scappa finché sei in tempo, oppure, non fidarti a dare la mano che alla fine ti prendono il braccio, ma lui era fatto così: un misto di ingenuità, di scaltrezza davvero troppo sopita.
Ma forse QUEL giorno era stato davvero più forte di tutto e di tutti. E aveva imparato qualcosa di nuovo: quel giorno lui era stato Terra, e qualcun altro (IO) aveva fatto la Luna, girandogli attorno, senza sosta, senza attimo di respiro.
Un piccolo satellite inutile.
E poi s’era fermato...
...abbandonandosi all'abbandono…
postato da: Sentoeattendo alle ore 13:37 | My Site | commenti (4) |permalink|Per riuscire a scrivere di me e così a descrivere tutti i lati, gli angoli, le rette, le ombre, i riflessi, forse dovrei avere tra le mani una mia immagine chiara e ben definita...
Nitida insomma...
Per riuscire a scrivere di me, dovrei aver chiara la direzione che sto prendendo, o semplicemente sapere quale sia il verso della direzione in cui, da qualche tempo, ho iniziato a camminare…
Mi chiedo se tutte queste cose, alla fine, riuscirebbero a darmi indietro la mia totalità, la mia interezza.
E “forse no” è la risposta a tutto...
E' che certe volte mi sento come se qualcuno alle spalle m’avesse dato un morso e portato via con sé la parte di carne strappata, ed io mi ritrovassi ad andare avanti senza quel pezzo, con una ferita ben visibile, non solo agli altri, ma soprattutto a me stesso, consapevole del fatto che nella vita si deve imparare a chiudere un occhio, imparando ad interiorizzare, e facendo che tutto diventi una quotidianità, e che così si confondi tra le pieghe della vita.
Perché a volte è come se lo scorrere del tempo, a tratti così veloce e così frenetico, avesse come unico scopo quello di obbligarmi un ritmo sempre più incalzante, che non prevede soste o pause, e che non lascia spazi d’ascolto per "il me stesso" che vorrebbe parlare a se stesso.
Così, senza concedermi il lusso di poter fare il punto della situazione.
Forse perché non ce n’è bisogno… o perché non serve, o semplicemente perché spesso molte cose sono così superflue e in quanto tali inutili, di contorno.
Ma il tempo passa e si sazia di piccoli pezzetti di me...
O forse sono io che a volte mi lascio ingoiare...
E in un moto fagocitante, per fame, ingloba tutti i lati, gli angoli, le rette, le ombre, i riflessi.
Senza permettermi di respirare.
Quasi mai...
Forse allenta il cappio alla gola di sera, quando mi stendo sul letto, al buio delle pareti, e con il viso sul cuscino... sì... in quel momento penso a me stesso, e a tutti i miei lati.
Lasciati, persi, chiusi, ritrovati o semplicemente spolverati. In quel momento riesco a scrivere di me. A pensare e a vivere me.
Ma senza troppi tratti tristi o colori malinconici... che mi caratterizzano.
E così chiudendo gli occhi ascolto le parole del silenzio, che parla e dice grandi verità, solamente come lui sa fare.
Lui insegna, spiega, rivela, spesso ascolta e se vuole, ed è di buon umore, decide di cullarmi passandomi una mano tra i capelli, lisciandoli, si sofferma un po’, aspettando che finalmente, esausto, m’addormenti, e abbandoni così i miei mille - e ormai tormentati - pensieri su me stesso.
Lui aspetta di vedere che i miei tratti da crucciati si trasformino in sereni, e che la mente prenda finalmente la sua direzione.
Come se si fosse in una perenne attesa.
E mentre mi preparo, sorridendo a me stesso, scostando qualche lacrima, che ogni tanto timidamente scende ancora, che seppur senza identità alcuna, mi ricorda che sono vivo.
Perché certe cose sono come le nostre piccole abitudini maniacali, e senza di loro non riusciremmo a farne a meno...
Così come io non posso stare senza cercare di scrivere di me...
postato da: Sentoeattendo alle ore 09:17 | My Site | commenti (2) |permalink|
Prima di addormentarmi... un po' di lacrime sul mio cuscino

You screwed it up... but I will always love you
Ho sbagliato vita e quella che faccio è scritta da nessuno in una lingua che io non capisco.
Chiudo il libro e gli occhi, per non vedere la luce di quello che mi è stato negato.
Come chi sbaglia treno in un libro diverso ho sbagliato la vita
e non so dove mi conduce questa teoria di errori...
Ma allora presto, bisogna scendere dal treno, cambiare binario...
postato da: Sentoeattendo alle ore 15:03 | My Site | commenti (3) |permalink|
Un anno fa... Londra
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Cosa dire...
I sogni certe volte sono così reali che quando mi sveglio mi chiedo se ho realmente vissuto quello che ho visto, che ho sentito... finché vivendo non mi rendo conto di aver soltanto sognato.
La realtà, invece, a volte è così irreale da sembrare un sogno bellissimo... quando ogni cosa è esattamente come la vorresti, come, dove e quando sei felice di viverla, e la vita non ti basta mai... o piuttosto un incubo dal quale vorresti svegliarti e dimenticare, come se non avessi vissuto.
Cosa dire...
Sogni, realtà, incubi e desideri si susseguono e si intrecciano, si superano e si completano... si perseguitano...
Andando a dormire mi domando cosa sognerò e svegliandomi sono curioso di ciò che mi aspetta domani, se quel domani avrò l’impressione di averlo già vissuto come un copione di un film che conosco a memoria... ma di cui non distinguo l’inizio e la fine.
Cosa dire...
Quando si aspetta il colpo di scena che risolva gli intrecci
Non dico niente... e fino alla fine resto in silenzio.
postato da: Sentoeattendo alle ore 22:49 | My Site | commenti (5) |permalink|S. dice che detesta le bugie e che chi mente è vigliacco.
Parla veloce, si stropiccia il naso e poi ride.
Crede che il sorriso sia la porta del Paradiso e il moralismo un modo per tenere sotto controllo il mondo con le sue passioni e idee.
S. guarda gli altri con una prospettiva tutta sua.
Se qualcuno prova a guardarlo negli occhi smarrisce la logica... e finisce per detestarlo un po'.
Gioca con se stesso e quando lo fa è davvero felice.
S. siede sempre in fondo, al riparo dal freddo e dagli altri.
Guarda confuso il cielo e non trova mai la risposta che fa per lui.
Piange... a volte.
E' convinto che ci sia poesia e un po' di malinconia in ogni lacrima che cade giù.
S. ama.
Sempre e a modo suo.
Disarma e sbaglia, confonde e ferisce.
S. guarda il mare e crede che all'orizzonte ci sia la sorgente della vita... poi quando il sole fa posto alle stelle si perde nell'infinito e spera che domani ci sia per lui un po' di serenità.
"Gli uomini sono tutti uguali per me"... dice... e sorride come sempre.
C'è stato chi è riuscito a rubargli il suo sguardo perso oltre la realtà.
Ma non s'arrabbia ed è convinto che, se nonostante tutto la maggior parte degli uomini e delle donne continua ad amarsi, forse quel che non va è soltanto il modo che S. ha d'amare... a volte gli diventa compagna questa bugia.
S. spera e desidera.
S. spera, ascolta e osserva.
S. dorme...
Non aver paura S.
postato da: Sentoeattendo alle ore 21:52 | My Site | commenti (8) |permalink|
... di nuovo superficialità sul mio cammino...
Le lunghe dita nere di un pensiero sbagliato mi accarezzano le tempie, mi massaggiano la nuca.
Ed io mi scosto come sempre quando sento vacillare la fragile impalcatura delle mie decisioni.
Non è un angelo però somiglia a Dio, se è nata insieme a me la devo pur chiamare anima.
Per lei combatterò perché dovrò difendere quella trasparenza fragile che ho, quel profumo che profuma di lealtà.
Ricostruisco l'orizzonte.
Nuovi muri e punti invisibili definiscono la casa in cui abita il mio presente, questo nulla che deve avanzare necessariamente verso la fine.
Gli uomini lo sò, non sono sempre eroi, e quanto male fa il giorno che tradiscono.
Non li odierò mai ma se posso li perdonerò,
e se resterà aperta una ferita non sarà la rabbia che la chiuderà.
L'anima sono anche io, non lo scorderò mai, con lei potrò volare più in alto delle nuvole,
confondermi col cielo come fanno gli angeli e se il vento è forte dovrò stare su e non cadere.
Il mio futuro si fa clessidra del mio passato.
Ogni granello di sabbia, cadendo, si dissolve.
E prosegue lo spettacolo del mio dolce tormento
Devo cercare prima che si faccia sera un posto pieno di luce per il mio ritratto, fare in modo che resti per sempre chiaro e che nessuno al mondo me lo porti via.
Dopo questi viaggi, ingombranti, felici e veloci, la mia anima fatica ancora a raggiungermi...
... credo di avere un tumore all'anima... devo assolutamente estirparlo...
postato da: Sentoeattendo alle ore 15:44 | My Site | commenti (5) |permalink|Là fuori tra l'erba alta le lucciole illuminavano una tiepida notte.
I corpi dei due distesi con gli occhi rivolti verso le tante stelle che punteggiavano il cielo di un blu intenso.
"Tu piuttosto..." - esordì l'elfo dopo aver pesato ogni singola sillaba.
"Io cosa...?" - domandò S. di rimando, interrompendo sadicamente il filo dei suoi pensieri.
L'elfo sospirò e raccogliendo tutto il suo coraggio riuscì a dirlo
"Perché ti sei innamorato di uno come me?"
"Sai che me lo domando anch'io? "
"Stupido... " - gli disse sorridendo - "Smettila di rispondere con delle domande!"
S. questa volta rispose con una serie di colpi dati con le nocche delle mani.
La mano colpiva e poi tornava indietro per lasciare spazio all'altra mano.
L'elfo trattenne l'ultimo pugno e strinse la sua mano nelle sue.
"Questa volta voglio che tu trattenga la tua mano, punta tutto te stesso su di me" - e i suoi occhi incontrarono quelli di S.
"Beh... ecco, mi piacciono i tuoi pensieri... il loro odore..." - gli rispose quasi con sorpresa.
"I miei pensieri? Non ti piacerebbe conoscere quello che ho dentro, sai?
E non ci sono solo pensieri qui..." - puntualizzò l'elfo, mentre tamburellava con l'indice la sua tempia destra.
S. si alzò su di un braccio e lo abbracciò, tanto forte che sembrava avesse paura di vederlo scappare.
Si scambiarono uno sguardo lungo una vita intera e rispose sorridendo: "Non importa cosa potrei scoprire. Non ho paura di quello che voglio conoscere. Tu sei il mio futuro, no?"
In quel sorriso si poteva immaginare una vita unicamente bella e si ripeté ancora una volta che sarebbe stato un vero stupido lasciarla scappare.
Se solo S. avesse saputo...
Favolosamente S... ento e attendo
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