
Rifletto quì da SOLO... davanti a me TU non hai potuto... ti avrei UCCISO con un SORRISO che non poteva nascondere quello che ormai SAPEVA...
Nella mia mente ci sono cassetti sulle cui serrature non ho la libertá di intervenire... non li posso né cancellare né aprire e chiudere a piacimento.
Ma la cosa piú strana è che, nella maggior parte dei casi, non riesco nemmeno a comprendere quale sia la ragione per cui si siano creati.
Alcune inezie, marchiando a fuoco il mio immaginario in un’occasione, sbucano fuori, poi, ogni qualvolta compia una determinata azione... involontari flash della durata di un secondo.
Non posso sentire la parola INCOSCIENTE senza ritrovarmi in mente le parole “che colpa ne ho se io sono INCOSCIENTE?”, sentite pochi mesi fa.
Vedere qualcuno non vivere con i piedi per terra senza pensare a “PETER PAN”.
Prendere in mano un dvd senza figurarmi un amico (…un po’ fissato, per la veritá ;o) ) che li regge tenendoli praticamente con le pinze, tanta è la sua paura di rovinarli.
Scrivere “un altro” oppure “un amico” senza ricordare quante pagine la mia maestra mi strappasse, per averci trovato scritto “un’altro” o “un’amico”.
Andare a capo con la “s” senza sentire in testa la frase “la esse vuole sempre il vestitino nuovo”.
Cucinare davanti ad un barbecue (ed io cucino spessissimo) senza pensare ad un amico (ZAC! Maestra…) che lo fa indossando gli occhialini da nuoto.
Vedere un mazzo di rose gialle senza pensare... a mia nonna...

Niente succede per caso, ma è sempre il risultato di una serie di fattori che intervengono contemporaneamente.
Questo succede per la meccanica, la fisica, la chimica e anche per i rapporti interpersonali; solo che qui noi non possediamo gli strumenti per valutarne tutte le componenti.
Ma se potessimo, allora potremmo anche fare delle previsioni... come in un crash test.
Potendo sapere di tutte le forze in gioco si potrebbe fare ad esempio un test del crash in love.
Con questi presupposti, il risultato più probabile sarebbe unico, predeterminato e appunto... predestinato.
E' solo un problema di conoscenza quindi... non di non-predeterminazione.
D'altronde, però, se possedessimo questi strumenti e fossimo in grado di fare queste previsioni... forse la vita perderebbe metà del suo fascino.
Il fascino della sorpresa, dell'inaspettato, dell'imprevedibile....
Il fascino di pensare che mai ci saremmo aspettati che certe combinazioni avrebbero davvero potuto realizzarsi.
O a volte è solo questione di ottimismo?...
postato da: Sentoeattendo alle ore 12:58 | My Site | commenti (4) |permalink|
L’estate mi sembra come un sasso enorme da portare sulle spalle per troppo tempo... amo il mare ma odio l’estate... una contraddizione apparentemente senza alcun senso.
Giornate troppo lunghe per i miei gusti, la luce abbagliante e in questa situazione faccio fatica a vedere attraverso, a vedere oltre, a vedere chiaro... tutto troppo confuso, senza contorni chiari, senza spessore.
Fantasmi strani di giorno che si aggirano nella luce calda senza trovare ombra e pace. I soliti fantasmi della mia vita, compagni non voluti di questo viaggio senza una meta precisa.
Solo un punto di partenza... il resto è nebbia.
Fantasmi invadenti e crudeli che in queste calde giornate più lunghe del solito decidono di dare sfogo alla loro mediocrità... fantasmi in cui inciampo a ogni passo.
Fantasmi da sopportare, con cui convivo, che cerco di evitare ma che allo stesso tempo cerco, scruto, verso cui allungo le mani. Allungo le mani verso il niente, verso la notte che scende.
I fantasmi dell’estate prima di svanire lasciano il posto ai fantasmi della notte, compagni delle mie lunghe notti che scorrono lente come l'olio caldo sulla pelle.
Non ho voglia di stare ad aspettare, non ho voglia di inseguire fantasmi... è come barare con se stessi facendo un solitario. Meglio mettere le carte in tavola, fissandosi negli occhi... occhi aperti e limpidi, profondi come il mare... cercando quello che non vuole apparire e non vuole farsi scoprire.
Solo cenere e polvere che nessun vento riuscirà a portare via... a coprire ogni cosa, fantasia, desiderio, paura.
E' che potevi darmi almeno la mano prima di andartene...
postato da: Sentoeattendo alle ore 10:13 | My Site | commenti (3) |permalink|3... mesi... di me qui...
1841... visite... vostre qui...
... anche se sarebbero stati 2 anni e 3 mesi e 20536 visite lì... (.....)
Con paure e speranze, con coraggio e debolezza, mi copro delle mie parole, a quel che è stato... è... e sarà…
Col tatto leggero scopro che grazie a voi, e a questo diario lasciato aperto sul letto, ho sbirciato nella mia zona cieca, che da soli non si riesce mai a vedere…
Ho visto quello che sono, e quello che non sarò mai, ma senza pena o disperazione, solo con un sorriso lieve...
E con eleganza e fermezza penso che serva tutto nella vita, anche gli anni bisesti come questo…
Hanno il potere di ribaltare esiti, vite, desideri, sogni…e priorità...
Quello che prima era vitale perde il suo posto, per poi magari un domani chiedere di essere di nuovo il primo…
Serve tutto nella vita…
Nessuna malinconia, né nostalgia, anche se fuori tira vento, sono qui coperto in mezzo alle mie parole, ai miei colori, alle immagini…
Passa di me la mia anima, e non il resto…
Mi scopro forte e debole nello stesso momento, deciso e contraddittorio…
Vivo il mio ossimoro, mi leggo in tutti i versi e in tutti i sensi…
Cambio i tasselli della mia vita, sorridendo per attimo… e ringrazio gli occhi di chi legge la vita di quest’anima inquieta...
Grazie a tutti voi...
postato da: Sentoeattendo alle ore 22:25 | My Site | commenti (4) |permalink|"Le persone fanno così... saltano, sperando che Dio li faccia volare. Perchè altrimenti cadiamo giù come sassi, e mentre precipitiamo ci chiediamo: ma perchè diavolo sono saltato giù?
Ma eccomi qua, Sara, precipito, e c'è una sola persona che mi fa sentire in grado di volare: e sei tu."
Come fai a contraddirlo?
Dipendiamo tutti da qualcosa...
Difficile ammetterlo... ma a volte è proprio vero.
Dipendiamo tutti da qualcosa.
Ma... a cosa si rimane così tanto visceralmente legati, da pensare che una volta che questa dipendenza non ci sarà più sarà davvero tutto così doloroso?
Io non so se dipendo.
Mi lego, mi avvinghio, respiro, vivo, mi nutro, piango, sorrido, rido... poi m’addormento.
Ma non dipendo...
Forse quando mi mancava l’aria e dovevo dipendere per poter respirare e vivere.
Perchè ho respirato acqua e l'ho gridato al mondo...
Non dipende che da me... continuare quello che ho cominciato con tenacia, caparbietà, coraggio, e forza... tanta forza.
Non dipende che da me... vedere la mia vita da mille altre angolazioni, fuorchè da quella della dipendenza.
La dipendenza mina le basi, mangia quasi sempre le radici, indebolisce i fusti, scolora le foglie, toglie luminosità.
Una cosa so...
So che per un attimo posso dipendere da un’immagine, da un profumo, da un odore e sapore che rimane addosso... sulla pelle e sulla bocca...
Poi tutto scompare...
Ho sempre pensato che si può dipendere dai sapori, dagli odori e dai profumi.
In certe case, per esempio, rimane l’odore di chi le ha vissute per anni e quando ci torni rincominci un po’ a dipendere dal loro ricordo.
Non dipende che da me... essere forte.
E capire che dipendere non ha senso, ce l’ha solo quando lo si è verso se stessi.
L’unica costante certa della mia vita... l’ho capito già da un po’.
E' una forma di egoismo buono.
È quello che non secca ma riesce a mantenere molle e caldo il cuore.
Lo protegge...
Mi piace dipendere dalle mie abitudini, dalla doccia calda, dal caffè, dallo stendermi al buio con le stelle che splendono sul soffitto.
Mi piace dipendere dalle cose che mi fanno sorridere e che mi sollevano il cuore rendendolo più piuma e meno sasso, quelle che mi rendono molle e poi di marmo e poi molle e poi di nuovo di marmo.
Mi piace dipendere dall’empatia che ti fa incontrare, scontrare e toccare con qualcuno.
Mi piace dipendere da un sorriso e da un bacio soprattutto se interdipendenti dai miei.
Mi piace dipendere da un brivido che solo parole vere e audaci ti sanno regalare.
Mi piace dipendere dagli abbracci stretti quando non riesco proprio a prendere sonno.
Mi piace dipendere dall’essere due invece che uno, perché anche se mi sento intero qualche parte di me ancora si sente incompleta.
C'est S. qui saigne...
postato da: Sentoeattendo alle ore 11:16 | My Site | commenti |permalink|
Io prendo casa su un ramo al vento...
I pensieri...
I pensieri pesanti...
I pensieri leggeri...
Mi accorgo di non essere capace di fare pensieri leggeri, quelli che all'improvviso profumano l'aria, giustificano la voglia di sorridere, di navigare con piccoli guizzi a volte allegri, a volte tranquilli.
E' normale per me che i pensieri escano pesanti, attorcigliati, aggrovigliati, pieni di cuniculi da esplorare e di lati complicati da comprendere.
Quando mi succede di esprimermi scrivendo, improvvisando sulla tastiera, emergono pensieri complessi, sofferenti, incalzanti... sono quello che sorride guardando il pavimento, quello che sembra col pensiero tra le nuvole, quello da cui non hai nulla da temere.
Ed è normale che mi piacciano i miei pensieri pesanti, a volte mi schiacciano... ma mi piacciono da morire...
Però mi manca il tocco leggero dei pensieri che fanno star bene, che si avvicinano sfiorandoti e poi ti lasciano solo il loro profumo, che li vedi piroettare veloci intorno a te e che fanno per un attimo svanire il peso delle cose attorno.
I pensieri senza peso, che fluttuano liberi nello spazio... chissà se un giorno avranno voglia di restare un po' con me...
Metà luglio.
Tempo di vacanze per gli altri.
Tempo di valigie e pieni di benzina verso mete desiderate.
Io corro con gli istinti in mano, le braccia incredibilmente molli, le idee come fossero altrove.
Ho una valigia a forma di cuore e inferni di gesti nascosti.
Non sono mai stato abbastanza veloce per urlare.
Non sapevo capitasse questo a chi si muove a testa in giù...
Non sono fantastico... non sono speciale
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