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Utente: Sentoeattendo
Ero colmo di emozioni e impressioni. Adesso tutto questo è come tanti puntini tra parentesi...

Descrizione

Invitandoti nel mio freddo viso avrò lo sguardo che potrà dirti quello che non ti ho detto mai, che non ti ho chiesto mai... conclusione di un cliché che ho voluto io e che poi ha ucciso me... nei fantasmi del mattino non vorrei ci fossi tu, che sei qui ma sei lontano come un sogno strano... Io SENTO e ATTENDO

Parole

S. dice che detesta le bugie e che chi mente è vigliacco. Parla veloce, si stropiccia il naso e poi ride. Crede che il sorriso sia la porta del Paradiso e il moralismo un modo per tenere sotto controllo il mondo con le sue passioni e idee. S. guarda gli altri con una prospettiva tutta sua. Se qualcuno prova a guardarlo negli occhi smarrisce la logica... e finisce per detestarlo un po'. Gioca con se stesso e quando lo fa è davvero felice. S. siede sempre in fondo, al riparo dal freddo e dagli altri. Guarda confuso il cielo e non trova mai la risposta che fa per lui. Piange... a volte. E' convinto che ci sia poesia e un po' di malinconia in ogni lacrima che cade giù. S. ama. Sempre e a modo suo. Disarma e sbaglia, confonde e ferisce. S. guarda il mare e crede che all'orizzonte ci sia la sorgente della vita... poi quando il sole fa posto alle stelle si perde nell'infinito e spera che domani ci sia per lui un po' di serenità. "Gli uomini sono tutti uguali per me"... dice... e sorride come sempre. C'è stato chi è riuscito a rubargli il suo sguardo perso oltre la realtà. Ma non s'arrabbia ed è convinto che, se nonostante tutto la maggior parte degli uomini e delle donne continua ad amarsi, forse quel che non va è soltanto il modo che S. ha d'amare... a volte gli diventa compagna questa bugia. S. spera e desidera. S. spera, ascolta e osserva.

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giovedì, 28 agosto 2008

Sono...

Categorie: tremo

riva del fiume

Sono una certezza… schiavo di un unico dubbio: se torto o ragione siano davvero solo un’opinione...

Sono figlio del coraggio e dell’amore: del coraggio di demolire fortezze che altri o la mia insicurezza vollero erigere; dell’amore, di quello complice e inossidabile, che tempo, delusione e dolore non riescono a scalfire e che mio malgrado… mi ha abbandonato.

Sono un libro di Coehlo che, aperto una sera di ottobre, gridò al mondo intero che era acqua che respiravo e non aria.
Sono un dipinto di Hayez, una canzone di Bob Dylan, un pensiero di Pessoa.

Sono la riva di un fiume, dove amici siedono e aspettano risposte… che d’istinto dò e che d’istinto temo.

Sono un graffio al cuore.
Sono un viaggio iniziato sotto un cielo d’agosto, un’emozione spontanea, sono ogni cosa che ogni parola di ogni cuore è riuscita a creare.

Sono la fedeltà… di un’amicizia di vecchia data e di un’amicizia di nuovo giorno.

Sono una certezza… schiavo di un altro dubbio: se la mia identità faccia rima con libertà…

postato da: Sentoeattendo alle ore 14:51 | My Site | commenti (1) |permalink|

domenica, 10 agosto 2008

Un angelo legato a un palo

Categorie: tremo

                                                   

angelo legato ad un palo

postato da: Sentoeattendo alle ore 12:00 | My Site | commenti (3) |permalink|

venerdì, 08 agosto 2008

Il silenzio

Categorie: tremo

silenzio

Silence is all we dread.
There's Ransom in a Voice -
But Silence is Infinity.
Himself have not a face.
Il Silenzio è tutto ciò che temiamo.
C'è Riscatto in una Voce-
Ma il Silenzio è Infinità.
In sé non ha un volto.

 

Emily Dickinson

postato da: Sentoeattendo alle ore 13:33 | My Site | commenti (4) |permalink|

venerdì, 01 agosto 2008

Buon Compleanno S

Categorie: tremo, non tremo

Buon Compleannohatter-cake

                                                       

Mezzanotte.
Dei fuochi d'artificio che provengono dal mare portano i miei occhi a guardare l'orologio... è mezzanotte e cinque... ufficialmente il mio compleanno.
Mamma è entrata in cucina mentre io ero davanti al lavello e prendevo l'acqua per preparare la camomilla (maledetta insonnia).
Non l'ho sentita entrare, si è avvicinata e mi ha abbracciato da dietro, baciandomi sulla schiena.

Auguri, bimbo mio, che tu possa essere felice sempre, che la vita sia generosa con te

Mi sono girato e l'ho guardata un po' sorpreso.
Il viso arrossato dal sole preso al mare, i capelli raccolti in una coda un po' scomposta, gli occhi grandi e scuri.
Io solo con gli slip addosso e i piedi perennemente scalzi... gli sono sembrato proprio un bimbo.
Ci siamo abbracciati e ho sussurrato parole un po' sconnesse, un groppo in gola, le lacrime come spilli da ricacciare giù.

"E' stato bruttissimo quest'anno mamma, nemmeno puoi immaginare"

Il tuo bimbo oggi compie 30 anni, mamma.
E' un uomo affabile, riflessivo, mai banale, profondo, confuso... e in certi momenti ricordo troppo te 25 anni fa e questo un po' ti fa paura.
Quando sono nato i miei genitori non avevano nessuna esperienza in fatto di ninne nanne.
Erano genitori inesperti e improvvisati, io il primo figlio.
Quindi mi addormentavano a modo loro, con le note di questa canzone...

Moon River, wider than a mile, I'm crossing you in style some day.
Oh, dream maker, you heart breaker, wherever you're going I'm going your way.
Two drifters off to see the world, there's such a lot of world to see.
We're after the same rainbow's end–waiting 'round the bend, my huckleberry friend,
Moon River and me.

Il cellulare ha lampeggiato... un mio amico si è preso il merito come sempre di essere il primo a farmi gli auguri.

Mattina.
La notte è stata come sempre tormentata e tormentosa.
Mi ha svegliato una sensazione fastidiosa e strana addosso.
Prima che il sole passasse attraverso le fessure delle imposte e mentre ero in uno stato di dormi-veglia, un paio di timide lacrime hanno rigato il mio viso, trovandomi del tutto impreparato dal quel sapore salato, che davvero testimonia poco una positiva accoglienza al trentesimo anno di vita del sottoscritto.
Ho fatto uno strano sogno durante il quale non facevo altro che piangere... un pianto disperato.
Cosa c'è di strano? Che in realtà il sogno non era per niente strano.
Parlavo con i miei genitori, con la mia famiglia, della mia attuale vita e piangevo.
La differenza fra sogno e realtà sta nel fatto che, nella realtà, non parlo molto della mia attuale vita con i miei genitori e non piango.
Non piango quasi mai, o molto raramente, devo essere da solo, assolutamente da solo.
E comunque non è un vero e proprio pianto, con singhiozzi e il fiato che manca.
Il mio pianto è fatto di lacrime che scivolano e, spesso, neanche me ne rendo conto se non quando mi accorgo di avere il volto bagnato.
Può succedere la notte, tornando a casa, mentre sono in macchina, magari fermo ad un semaforo, con i pensieri che vagano e vanno anche dove non dovrebbero.
Le ho asciugate di fretta, le mie mani sono passate veloci sulle guance, come se volessi nascondere anche a me stesso la traccia di un ennesimo pianto, come se non volessi dare la soddisfazione all'ansia che, da ieri a mezzanotte, mi sussura nell’orecchio in modo ridondante, cadenzato e senza nessuna pietà.
Ho fatto come quando mi cade il latte sul tavolo alla mattina quando strappo l’angolino del cartoncino, la mano, proprio come una pezza assorbente, ha spazzato via quelle due righe che hanno solcato le mie guance, ma loro si sono fatte strada non solo fisicamente lì tra le mie lentiggini, sono arrivate fino al cuore, iniettando un po' di pozione amara, aprendo un po' la ferita del ricordo, condendo il tutto con la malinconia.

Che fai S. piangi? Tu non hai mai pianto il giorno del tuo compleanno...

Questo è quello che ho pensato, questo è quello che il mio cervello semi-addormentato mi ha suggerito, perchè quelle lacrime somigliavano tanto ad un gesto incondizionato ma non lo erano, perchè può capitare almeno una volta nella vita di non esser felici il giorno del proprio compleanno, forse perchè si sente quell’anno in più che ci salta sulle spalle aggiungendo il suo peso a quello degli altri, lui si infila nello zaino rendendolo un po' più pesante, rendendoci più consapevoli di come cambia la vita, di quali pieghe essa prenda, di come è sempre più somigliante ad un arcobaleno di colori, e le nostre emozioni sono le fasce colorate che si alternano le une alle altre sfumando gradevolmente... a volte non ci accorgiamo di transitare da un’emozione all’altra, e così è facile che si passi dal verde all’azzurro, come dal rosso all’arancio e poi al giallo…
E così mi guardo un attimo indietro e vedo un lento oscillare della mia vita, più o meno inconsapevole, tra i suoi mille colori, e sento questo mio giorno un po' diverso da quello degli anni addietro.
Faccio un salto con la memoria e mi ricordo dove ero l’anno scorso la sera del mio compleanno, mi chiedo se Gianluca si ricorderà almeno per un attimo di me, ricevo un morso al cuore, provo dolore, decido che è tardi e mi alzo che devo godermi la giornata, accendo il cellulare e tanti amici mi fanno gli auguri, sorrido mentre bevo la mia tazza di caffèlatte, il cane dal balcone aspetta un biscotto e mi abbaia un 30, sorrido, passa mia sorella, mi fa gli auguri, le dò un bacio, le carezzo i capelli…

Pomeriggio.
Papà mi telefona da lavoro pensando che abbia fatto le ore piccole ieri sera, ma lo informo che sono in piedi dalle 8.
Mamma mi dice che è arrivato un mazzo di fiori per me, c’è un biglietto ma non c’è firma, lei ridacchia mentre mi legge il contenuto, tira nomi come se fossero i numeri della tombola, soffermandosi su due in particolare, ma dalle parole che mi ha letto penso che siano il pensiero di un'amica.
Faccio un pranzo veloce, rimango solo, metto su un cd, e aspetto che la musica invada la casa, e che le sue note mi regalino un po' di pace, suona il campanello, una zia e ancora messaggi che fanno impazzire il cellulare.
Decido che uscirò a fare due passi, fuori c’è il sole che mi sorride, e forse magari sorrido un po' anche io...

Thanks Mirela for your call...

B
uon Compleanno S...
ça c'est pas ta faute...

postato da: Sentoeattendo alle ore 00:35 | My Site | commenti (17) |permalink|

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