
Ho la certezza di avere tanti dubbi.
Pochi vestiti e troppa anima...
postato da: Sentoeattendo alle ore 20:24 | My Site | commenti (1) |permalink|E così è tornata la pioggia, fredda e fastidiosa.
Ed io sono lì con il mio ombrello cercando di evitarla, intirizzito dal freddo, soffocato dalla sciarpa verde enorme e costretto a sopportare un cappotto che mi limita i movimenti.
E così natale è scivolato via.
Ed io sono più stanco di prima. Ho fatto l’errore di aspettarlo così tanto che ne sono rimasto deluso. Non è bello non trovare la pace e cercarla come se fosse acqua nel deserto o come jeans fantastici a prezzo stracciato in tempi di saldi… Ma adesso che sono tornato nella mia casa, nel mio ufficio, alla mia vita di sempre sono stranamente calmo. La sera indosso colorati calzettoni e cammino sul parquet incollando il naso al vetro, fissando la pioggia che sfiora a malapena le mie finestre che danno su un cortile interno.
Qualcosa è scivolato via, qualcosa diventa consapevolezza, qualcosa resta ancora desiderio, qualcosa resta voglia, qualcosa cambia irrimediabilmente… io invece resto quello di sempre. Solo più concentrato su me stesso.
E poi scopro che non mi importa nulla dei pensieri degli altri, solo che di striscio possono arrivare e ferirmi, e l’unica cosa che riesco a fare è ripetermi che guardare avanti serve per essere veri e sinceri, che nella vita è meglio rischiare, che non concedersi mai. E nelle parole fitte come questa pioggia maledetta scopri lati nelle persone che mai avresti creduto di conoscere, perché c’è differenza tra parlare e confidare, tra narrare e raccontare, tra dire tanto per dire e mettere a nudo parti di sè troppo poco spesso rivelate.
Lascio un sorriso togliendogli però tutto il vecchio sapore amaro. Ho occhi fissi ed una consapevolezza: sapere quello che voglio e come lo voglio. Decidere. Vivere. E punto.
Tutto intorno a me è strano. Ma io sono stranamente calmo. C’è silenzio. Un’occhiata all’agenda. Troppe cose da fare.
Ma quella maledetta pioggia, alla fine, mi regala un po’ di leggerezza, lasciandomi immobile sul divano a fissare preoccupato tutte le ferite del mio passato.
Così accendo le luci dell’albero orfane del Natale, e nel buio della sala mi regalano quello di cui ho tanto bisogno.
Serenità.
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