
Mi piacciono:
il vino bianco / il rumore del mare / i film di Kubrick / la pagina bianca quando incomincio a scrivere / l'odore dell'olio ylang ylang / i grilli / le orecchie dei cani / le code dei gatti / la sabbia bollente dell'ora meridiana / gli occhi quando ti guardano davvero / i prati / De Gregori / il silenzio / il fruscio dei capelli / cenare fuori / parlare / ascoltare / i grandi spazi deserti / assaggiare nuovi sapori / guardare gli oroscopi degli altri / baciare / gli alberghi / le finestre aperte di notte d'estate / fotografare e farmi fotografare / il thè verde / i vestiti neri / i trompe l'oeil / Patrizia Laquidara / lo stile liberty / la voce, quando sussurra / gli occhi quando si socchiudono / le mani quando ti cercano / quel punto tra il labbro inferiore e il mento / l'amore misterioso e segreto, a cui non crede più nessuno / i sentimentali / gli eroi di tutti i giorni / le persone generose / il cielo di Roma, in quei giorni di gennaio che sembra quasi aprile / le insegne dei vecchi negozi / scuole elementari quando è orari di uscita, che sembrano colorare il mondo / le contraddizioni dell'amore / la fedeltà / il rimpianto, quando è giusto che sia così / due giorni a Londra / New York quando è notte ma sembra giorno / la schiettezza / Pessoa / il momento esatto in cui si decide di mollare il freno della razionalità / le persone che sanno chiedere scusa / l'attesa / le persone loquaci / il mese di maggio e di giugno / il vestirsi un po' dendy / la gelosia / il sorriso della mia amica Federica / chiacchierare con una musica di sottofondo / guardare le librerie degli altri / la birra chiara / la mia casa a Roma / gli uomini che amano senza riserve e non hanno paura di piangere, di dire, di cercarti, di inseguirti, di chiedere / mangiare, bene / leggere mentre viaggio in treno / scrivere / essere il primo a sapere qualcosa di importante e raccontarlo / fare regali / il colore giallo sulle pareti / criticare un film o uno spettacolo teatrale appena visto / un libro appena letto / le fresie / andare a dormire tardi / il kitsch / avere tanta roba sul comodino / il mare, la sera / avere accanto qualcuno a cui facciano sorridere le stesse cose che fanno sorridere me / fare la spesa / scoprire città che non conosco / l'odore aspro della piazza dopo il mercato / Renee Maigritte / curiosare / le tisane / tutto cio' che sa di limone / il sollievo che si prova nel dire qualche sofferto no / l'argento / le coincidenze / l'amicizia delle donne / i complimenti delle donne / il parquet / il basilico / i piccoli gesti della seduzione / il caffè / Campo de' fiori / la solitudine
Non mi piacciono:
la stasi / la competizione / gli arroganti con i subordinati / le finte famiglie mulino bianco / le metropolitane / le api e le vespe / la sveglia la mattina presto / spinaci / formaggio / gli scrittori dallo stile "compiaciuto" / gli animali ammaestrati / la tv del dolore / i thriller (cartacei) / la sinistra snob / la destra retorica / la chirurgia plastica / le partite del cuore / gli uomini maniaci del fitness o che si improvvisano dietologi / i finti trasgressivi / i ristoranti senza menù / lo stile minimal / troppo antiquariato nella casa in cui si vive / l'espressione "bella gente" / gli applausi nelle trasmissioni televisisve / ancor più le risate finte nelle trasmissioni / le spiagge affollate / i calendari sexy / la rassegnazione / le commesse che chiedono "desidera qualcosa?" / le mode spirituali / le persone fredde / il lago / le pareti bianche senza quadri / la matematica / l'oro giallo / l'acriticità dei critici e del pubblico / i tormentoni radiofonici estivi / le piscine tristi di certi alberghi / i profumi troppo penetranti / le case hi-tech / il perbenismo / il finto perbenismo / il colore rosa / le pellicce e chi le indossa / l'eccessiva magrezza / i rampanti / la mancanza di attenzioni / i giudizi affrettati / le macchine costose / i regali non pensati / i pettegolezzi narcisti / quelli che parlano soltanto di sé / la pizza senza mozzarella / gli articolo 31 / gli psicanalisti da televisione / Bruno Vespa / quelli che ti spiegano le tue idee e poi ti spiegano anche le proprie / i maleducati / gli ipocriti / quelli che godono poco della vita
quelli che non rischiano mai
quelli che non sanno perdersi
quelli che non vorrebbero sbagliare niente
quelli che non ridono di se stessi
quelli che non hanno mai niente da dire
quelli che parlano solo del proprio lavoro
quelli che corrono sul carro del vincitore
quelli che dicono di essere uomini
L'imprevisto ha una magia tutta sua, può prendere diverse forme, colori, odori e sapori.
Ne resto sempre affascinato…
All’imprevisto adesso lascio lo spazio che in tutto questo tempo è sempre e soltanto rimasto mio… all’imprevisto regalo una parte di me, quella nuova.
Di quella vecchia ce n’è una spaventosa quantità, ma le ho messo una benda sulla bocca perché non facesse domande stupide e senza senso. L’ho lasciata in un angolo pregandola di non rovinare tutto e di permettere alla parte nuova di me - quella libera e serena - di godersi i giorni e ai sensi di liberarsi.
A tratti però arriva l'ansia… lei, la stronza che ti fa sparire la terra da sotto i piedi, che fa un nodo allo stomaco e che se ne frega se smetti di respirare… ti acceca non permettendoti di ragionare, lasciandoti cuocere piano e consumare nel suo brodo che limita i movimenti.
Quell’ansia di quando sai che ti stai avvicinando troppo e che ti stai lasciando andare, quanto tocchi e sei toccato, quando resti e non scappi via, quando decidi di essere presente e non assente… quell’ansia che arrivi di nuovo qualcuno e porti via tutto, porti via te… è prematuro, presto ed insensato lo so, l’ascolto poco e male a tratti, ma se ne sta lì con il mio passato, con quel che è stato, con quel che ha ferito…
C'è che poi... poi potrebbe arrivare l’imprevisto, che lega e che resta, che toglie se non c’è, che aggiunge quando c’è…
Nella domenica passata ho aperto la mia cassetta degli attrezzi color indaco. Ho tirato fuori il martello ed un unico chiodo. Un chiodo e l'accappatoio a nido d'api celeste e bianco ha trovato finalmente un suo posto.
Il fatto è che secondo me ognuno ha una sua cassetta degli attrezzi.
La mia è piena di cianfrusaglie, di cacciaviti che prima o poi se ne andranno in pensione, di matite mezze consumate, poi c’è uno scompartimento ai più nascosto, l’ho aperto e ne è uscito Narciso.
Lo conoscete Narciso? Io sì. E lo so com’è Narciso…
…lui gioca, lancia il sasso, poi nasconde la mano. E quando è puro non rischia, perché timoroso e inquieto. Non avanza, né cresce perché irrigidito dalla paura del fallimento, è in quel momento che si colora di nero portando a galla solo i suoi difetti… non si dà, non si dona, si chiude, resta solo conscio di potercela fare così soltanto, temendo l’intrusione dell’altro… perché lui è il simbolo di un egocentrismo staccato da tutto, e intimamente convinto della sua invulnerabilità…
E lo so com’è Narciso… certi suoi tratti hanno fatto e certe volte fanno parte di me… ma da lui non prendo solo i difetti, prendo la sua sicurezza per togliere di mezzo la mia insicurezza e per mettere a tacere la mia irrisolutezza.
Ma sono convinto che se avesse potuto anche Narciso avrebbe cercato il suo io.
Così come io ho cercato il mio.
Avrebbe messo sotto il braccio anche lui la sua cassetta degli attrezzi, sarebbe uscito allo scoperto e finalmente avrebbe permesso a se stesso di tradirsi, di restarci male, deluso, sconfitto e ferito. Poi da zero avrebbe costruito quello che c’era da mettere in piedi, amando di più se stesso, ma amandolo completamente e senza paura, permettendo poi a qualcuno di amarlo a sua volta, di scoprilo in ogni sua forma, in ogni sua passione, in ogni suo lato, dalla superficie fino alle profondità.
Mettendo in conto la possibilità del rischio che può bruciare.
Se gli fosse stato possibile si sarebbe concesso tutte le azioni possibili anche quelle estreme, avrebbe imparato così a sopravvivere in mezzo a tutti i pericoli del caso.
È falso dire "Io penso"... si dovrebbe dire "Mi si pensa"
postato da: Sentoeattendo alle ore 18:30 | My Site | commenti (3) |permalink|Splinder Template
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