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Ero colmo di emozioni e impressioni. Adesso tutto questo è come tanti puntini tra parentesi...
Descrizione
Invitandoti nel mio freddo viso avrò lo sguardo che potrà dirti quello che non ti ho detto mai, che non ti ho chiesto mai... conclusione di un cliché che ho voluto io e che poi ha ucciso me... nei fantasmi del mattino non vorrei ci fossi tu, che sei qui ma sei lontano come un sogno strano...
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Indaco dagli occhi del cielo
mercoledì, 14 gennaio 2009
Categorie:
non tremo
E così è tornata la pioggia, fredda e fastidiosa.
Ed io sono lì con il mio ombrello cercando di evitarla, intirizzito dal freddo, soffocato dalla sciarpa verde enorme e costretto a sopportare un cappotto che mi limita i movimenti.
E così natale è scivolato via.
Ed io sono più stanco di prima. Ho fatto l’errore di aspettarlo così tanto che ne sono rimasto deluso. Non è bello non trovare la pace e cercarla come se fosse acqua nel deserto o come jeans fantastici a prezzo stracciato in tempi di saldi… Ma adesso che sono tornato nella mia casa, nel mio ufficio, alla mia vita di sempre sono stranamente calmo. La sera indosso colorati calzettoni e cammino sul parquet incollando il naso al vetro, fissando la pioggia che sfiora a malapena le mie finestre che danno su un cortile interno.
Ho pensato che a volte nella vita vale la pena di rischiare e non scegliere di non concedersi mai…
Ho pensato che stranamente sono tranquillo, non felice... quella è tutta un’altra cosa... ma sì, sono tranquillo.
Qualcosa è scivolato via, qualcosa diventa consapevolezza, qualcosa resta ancora desiderio, qualcosa resta voglia, qualcosa cambia irrimediabilmente… io invece resto quello di sempre. Solo più concentrato su me stesso.
E poi scopro che non mi importa nulla dei pensieri degli altri, solo che di striscio possono arrivare e ferirmi, e l’unica cosa che riesco a fare è ripetermi che guardare avanti serve per essere veri e sinceri, che nella vita è meglio rischiare, che non concedersi mai. E nelle parole fitte come questa pioggia maledetta scopri lati nelle persone che mai avresti creduto di conoscere, perché c’è differenza tra parlare e confidare, tra narrare e raccontare, tra dire tanto per dire e mettere a nudo parti di sè troppo poco spesso rivelate.
Lascio un sorriso togliendogli però tutto il vecchio sapore amaro. Ho occhi fissi ed una consapevolezza: sapere quello che voglio e come lo voglio. Decidere. Vivere. E punto.
Tutto intorno a me è strano. Ma io sono stranamente calmo. C’è silenzio. Un’occhiata all’agenda. Troppe cose da fare.
Ma quella maledetta pioggia, alla fine, mi regala un po’ di leggerezza, lasciandomi immobile sul divano a fissare preoccupato tutte le ferite del mio passato.
Così accendo le luci dell’albero orfane del Natale, e nel buio della sala mi regalano quello di cui ho tanto bisogno.
Serenità.
postato da: Sentoeattendo alle ore 20:44 |
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